Monache Agostiniane dell’Eremo di Lecceto - Siena

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Notizie

IL TEMPO DELLA CHIESA

L’ordinario della vita

“La chiesa ha bisogno dei santi di tutti i giorni, quelli della vita ordinaria”

papa Francesco (tweet del 7 giugno 2017)

"Gesù ci ha manifestato il volto di Dio, Uno nella sostanza e Trino nelle persone; Dio è tutto e solo Amore, in una relazione sussistente che tutto crea, redime e santifica: Padre e Figlio e Spirito Santo".

E poi nel Vangelo la figura di Nicodemo, il cercatore di Dio. Nel suo dialogo notturno con Gesù Nicodemo comp rende finalmente, dice Francesco, di essere già cercato e atteso da Dio e che Dio può offrirgli la vita eterna.

"Che cosa è questa vita eterna?

È l’amore smisurato e gratuito del Padre

che Gesù ha donato sulla croce, offrendo

la sua vita per la nostra salvezza.

Questo amore con l’azione dello Spirito Santo

ha irradiato una luce nuova sulla terra

e in ogni cuore umano che lo accoglie;

una luce che rivela gli angoli bui, le durezze

che ci impediscono di portare i frutti buoni della carità

e della misericordia".


Papa Francesco,

Angelus della Domenica della Santissima Trinità,

11 giugno 2017

"La comunità cristiana,

pur con tutti i limiti umani,

può diventare un riflesso

della comunione della Trinità,

della sua bontà e bellezza.

Ma questo – come lo stesso Paolo testimonia –

passa necessariamente attraverso

l’esperienza della misericordia di Dio, del suo perdono".

Così Dio si era presentato anche a Mosè

rivelandosi nella nube:

così dice proclamando il proprio nome:

«Il Signore, Dio misericordioso e pietoso,

lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà»

"Questo nome esprime che Dio non è lontano

e chiuso in sé stesso,

ma è Vita che vuole comunicarsi, è apertura,

è Amore che riscatta l’uomo dall’infedeltà.

Dio è “misericordioso”, “pietoso” e “ricco di grazia”

e questa rivelazione giunge al suo compimento in Cristo.

Lo Spirito Santo

rende possibile questa speranza invincibile

dandoci la testimonianza interiore

che siamo figli di Dio e suoi eredi (cfr Rm 8,16).

Come potrebbe Colui che ci ha dato il proprio unico Figlio non darci ogni altra cosa insieme con Lui? (cfr Rm 8,32)

«La speranza – fratelli e sorelle – non delude:

la speranza non delude,

perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori

per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato» (Rm 5,5).

Perciò non delude, perché c’è lo Spirito Santo

dentro di noi che ci spinge ad andare avanti, sempre!

E per questo la speranza non delude.

C’è di più: lo Spirito Santo non ci rende solo capaci di sperare, ma anche di essere seminatori di speranza,

di essere anche noi – come Lui e grazie a Lui – dei “paracliti”, cioè consolatori e difensori dei fratelli,

seminatori di speranza. Un cristiano può seminare amarezze, può seminare perplessità, e questo non è

cristiano, e chi fa questo non è un buon cristiano. Semina speranza: semina olio di speranza, semina

profumo di speranza e non aceto di amarezza e di dis-speranza. Il Beato cardinale Newman, in un suo

discorso, diceva ai fedeli: «Istruiti dalla nostra stessa sofferenza, dal nostro stesso dolore, anzi, dai nostri

stessi peccati, avremo la mente e il cuore esercitati ad ogni opera d’amore verso coloro che ne hanno

bisogno. Saremo, a misura della nostra capacità, consolatori ad immagine del Paraclito – cioè dello Spirito

Santo –, e in tutti i sensi che questa parola comporta: avvocati, assistenti, apportatori di conforto. Le

nostre parole e i nostri consigli, il nostro modo di fare, la nostra voce, il nostro sguardo, saranno gentili e t

ranquillizzanti» (Parochial and plain Sermons, vol. V, Londra 1870, pp. 300s.).


Papa Francesco, Udienza generale di mercoledì 31 maggio 2017